la Rotella

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5 ottobre 2010

Vuoi lavorare? Prova con uno Stage!

Cerchiamo stagisti in ambito comunicazione, marketing e organizzazione eventi, possibilmente con propensione alla comunicazione e/o produzioni audiovisive.
La posizione, in affiancamento ai Responsabili, prevede le seguenti attività principali: supporto nell’organizzazione di eventi, servizi di moda, casting e produzioni video. Redazione e verifica soggetti creativi, testi, comunicati stampa e newsletter. Supporto nell’implementazione del sito, delle informazioni sul web e sui Social Network.
Ai soggetti qualitativamente validi si riconosce rimborso spese e premi aziendali.
No, tranquilli, non vi sto offrendo uno stage! E' solo uno dei numerosi esempi di annunci che si trovano in rete e che fanno gola a molti ragazzi in cerca della prima esperienza lavorativa. 

Ci tengo a precisare che personalmente non ho mai fatto uno stage, nel senso proprio del termine: ai miei tempi (cioè qualche anno fa, subito dopo l'università) ho fatto un pò di esperienza negli studi di architettura, per cui ritengo che nel mio caso il termine corretto sia stato "fare pratica".
Ma conosco molti amici che da anni passano di stage in stage senza riuscire a trovare un lavoro "stabile", nel senso di un lavoro che permette di avere delle prospettive superiori ai 6 mesi, con tutto ciò che deriva dal punto dell'autosufficienza economica, della crescita professionale e dei rapporti affettivi.

Così ho chiesto alla mia amica Jole Paolantonio di raccontare su questo blog la sua esperienza, certa che saranno molti i giovani designer che si ritroveranno in queste "fantastiche avventure"!

Ecco il testo che Jole mi ha inviato:

Da sette anni la mia professione è la stagista; che sia un piccolo studio o una grande azienda, che sia obbligatorio a causa dell’università o volontario perché non hai trovato un lavoro con la “l” maiuscola, il meccanismo è sempre lo stesso: ci ricadi sempre e le sorprese non mancano mai.
Perché il vero problema dello stage non è nella sua struttura, ma nel modo in cui viene adoperato dai datori di lavoro. 
La mia amica/socia/collega Adele ha scelto me per indicare quali possano essere i dieci aspetti positivi e i dieci aspetti negativi dello stage o tirocinio o, se vi volete sentire più cosmopoliti, internship.

Nonostante la mia ampia esperienza ho avuto una notevole difficoltà ad individuare questi aspetti, perché, come vedrete, gli elementi si assomigliano molto: è una questione di punti di vista.
Ma andiamo subito al sodo:


PRO: possibilità di vedere dall’interno un’azienda
CONTRO: diventi a tutti gli effetti un dipendente a tempo determinato, senza peraltro averne i diritti

PRO: nessun vincolo contrattuale (si può teoricamente prendere un periodo di ferie o uscire prima senza che nessuno ti dica niente)
CONTRO: nessun diritto a contributi, ferie, malattia, etc.

PRO: rimborso spese/facilitazioni
CONTRO: a volte i soldi non bastano nemmeno per pagare l’abbonamento ai mezzi di trasporto!

PRO: conosci nuove città (spesso lo stage si fa in una città diversa dalla propria)
CONTRO: inizia la vita del fuori sede temporaneo, con una serie infinita di peripezie

PRO: dopo le tue otto ore non sei costretto a dover rimanere in ufficio
CONTRO: rischi di fare le nottate in azienda per niente

PRO: conosci nuove persone
CONTRO: molte persone approfittano della tua disponibilità sul posto di lavoro

PRO: puoi crescere professionalmente
CONTRO: spesso sei relegato a fare lavori di segreteria (scansioni, fax e stampe di ogni genere)

PRO: puoi avere prospettive di inserimento all’interno dell’azienda
CONTRO: per l’azienda è in realtà più conveniente passare di stagista in stagista piuttosto che assumere una persona

PRO: impari altre nozioni e altri programmi
CONTRO: rischi di appiattire le tue nozioni e di usare esclusivamente programmi come Excel!

PRO: aumenti le esperienze professionali sul Cv
CONTRO: al termine dell’esperienza non sai come scrivere che lo stage non ti è servito a molto e sei consapevole che ti attende molto probabilmente un altro stage

Come avete potuto notare, in questo elenco i pro e i contro sono assolutamente relativi;  chi ha avuto esperienze positive si rivedrà nelle affermazioni dei "PRO" e contento sorriderà al futuro impavido e spavaldo; chi invece ha avuto uno stage disastroso si rivedrà nelle affermazioni dei "CONTRO" e inizierà a far fuori la scorta di fazzolettini per la sconcertante realtà con cui ho descritto tutti i risvolti negativi dello stage.  
Purtroppo in Italia questo metodo di introduzione al mondo del lavoro è stato ridotto a questo; in Europa ho sentito dire che la situazione è diversa, che gli stage possono tramutarsi realmente in un’occasione lavorativa importante.


Spero sul serio di non aver seminato il panico in chi legge, non rientra affatto nei miei obiettivi, sia ben chiaro! Volevo solo accendere in voi un piccolo campanello per mettervi in guardia su come spesso non è tutto oro quello che luccica e che un’esperienza come lo stage deve essere un momento formativo, professionalizzante, importante insomma, non una gara a chi rimane più ore in ufficio per far bella figura dimenticandosi degli obiettivi personali e professionali.

Grazie mille Jole! Anche se riserviamo per il nostro privato tutti gli sketch tragi-comici la tua esperienza offre numerosi spunti di riflessione. Voi che ne pensate?

Immagini tratte dal film Il diavolo veste Prada 


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